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Christian Balzano vince il concorso per il monumento alla Resistenza

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Christian Balzano - monumento alla Resistenza di Piazza della Libertà a Certaldo - renderingUn'opera simbolica, evocativa e interattiva: le forze giovani e democratiche che ribaltano la pesantezza e oscurità nazifascista
Cucini: "Opera omaggio a quei giovani che lottarono per la libertà e opera che susciti curiosità e interesse nei giovani di oggi"
Una bambina, di bronzo splendente, solleva da terra un enorme e pesante cubo, di acciaio rugginoso, e ribaltandolo fa sì che il sole disegni a terra, attraversando il cubo, una sagoma luminosa che disegna la forma dell'Italia repubblicana. E' quasi una metafora del Davide contro Golia, della luce contro le tenebre, dell'energia della nascita contro la staticità dell'ordine costituito, l'idea che sta alla base dell'opera che l'artista livornese Christian Balzano, che si è aggiudicato il concorso per il monumento alla Resistenza di piazza della Libertà
"E' pensando ad un bambino che vuol sapere qualcosa in più sulla nostra storia che ho sviluppato questo progetto". Spiega l'artista, che nel progetto illustra il senso della bimba – una scintillante fusione di bronzo, che rappresenta il futuro, le nuove generazioni – che solleva con tutta la forza un contenitore – una sorta di scatola, di acciaio corten, con effetto ruggine, che rappresenta il passato – due figure e due materiali in netto contrasto. La faccia superiore della scatola, sarà traforata con la sagoma dell'Italia, così da creare di giorno con luce naturale una proiezione sul pavimento e di sera attraverso una luce a LED una diffusione di luce verso il basso e verso l'alto. All'interno della scatola, su una faccia, saranno incise delle frasi che danno il senso delle vicende di quegli anni, come memoriale. Mentre un diffusore audio potrà fare sentire, voci che raccontano dei fatti accaduti durante quegli anni, racconti orali che appartengono alla memoria o racconti nuovi che potranno essere realizzati a tema. Il cubo, sollevato su un lato di poco più di un metro, rappresenta un invito ad abbassarsi – metafora anch'essa della fatica di informarsi sul proprio passato – ed entrare per ascoltare e condividere insieme un luogo altro, diventando partecipi dell'opera stessa. "Solo ricordando chi siamo stati si può proseguire sulla strada della democrazia – conclude l'artista – ed è questo l'insegnamento che non si deve mai dimenticare".
"Siamo soddisfatti per l'esito del bando che ha visto la partecipazione di vari artisti e di interessanti idee – dice il sindaco Giacomo Cucini – la selezione è stata fatta coinvolgendo i rappresentanti del tessuto civile e sociale, artisti e i tecnici comunali, per una scelta che fosse il più possibile condivisa e formalmente corretta. Balzano ha saputo ben interpretare le nostre aspettative, cioè fare un'opera contemporanea, capace di dare un messaggio ma anche di prestarsi all'interattività, al gioco, che inviti alla scoperta. L'opera sarà poi completata, grazie al lavoro fatto negli anni col progetto Memoria storica dall'Istituto Comprensivo, con alcune frasi delle interviste fatte dai ragazzi a Marcello Masini e Miretta Busia, ovvero il partigiano "Catullo" e la moglie che fu staffetta partigiana. Una scelta, in accordo con i figli di Marcello e Miretta che ringraziamo, che ci permetterà di fare memoria di due persone così importanti per la memoria storia della nostra comunità, ma anche di ricordare tutte le donne e gli uomini che in quegli anni rischiarono e anche persero la vita per restituirci la libertà".
Christian Balzano nasce a Livorno, dove vive e lavora. Si diploma maestro d'arte all'Istituto d'Arte di Pisa e consegue la maturità artistica, frequenta l'Accademia delle Belle Arti di Firenze. Tra le sue tante esposizioni personali e progetti, in Italia e all'estero, si ricordano le più recenti: nel 2016 a Palazzo Grifoni, San Miniato, Pisa, "A pelle viva", curata da Marco Bazzini, con installazioni anche in alcune concerie del Comprensorio del Cuoio; nel 2015 la partecipazione a 4° Biennal del Fin del Mundo curata da Massimo Scaringella, presso il Parque Cultural di Valparaiso, Cile e la collettiva "Praestigium Italia I" progetto Benetton curato da Luca Beatrice presso la fondazione Sandretto Re Rebaudengo di Torino e la Fondazione Cini, Venezia; nel 2014 la partecipazione al progetto "Do Ut Do" curato da Cristiana Perrella e dal Comitato Scientifico della Fondazione Seràgnoli presso il Museo MAXXI di Roma, il Museo MADRE di Napoli ed il Museo MAMbo di Bologna.
 
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