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Chiesa di San Tommaso e Prospero

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Chiesa di San Tommaso e Prospero

Ultimo aggiornamento Venerdì 24 Gennaio 2014 18:57

106 Achiesasantommaso-smallLa Chiesa di San Tommaso e Prospero è la più antica Chiesa del Castello, degli inizi del XIII sec., dipendente dalla Pieve di S. Lazzaro a Lucardo, fu insignita poi del grado di Propositura. Verso la metà del 1500 la Chiesa aveva già cominciato a rovinarsi a causa dello smottamento del terreno verso la valle. Senza dubbio, per questo motivo è franata la parte terminale della Chiesa, compresa l'abside, accorciando lo sviluppo dell'unica navata all'altezza dell'arco trionfale. Nel 1788 fu abbandonata ed in seguito affittata ad un commerciante di terraglie il quale la adibì a laboratorio e magazzino. Di questo nuovo uso possiamo notare le conseguenze sugli affreschi che ornano e ornavano le pareti della Chiesa in gran parte rovinati. Con il XIX sec. torna di proprietà pubblica e nel secolo successivo vengono restaurati il tetto e gli affreschi, come oggi si può vedere.
 
L'interno, ad un'unica navata con copertura a capriate in legno, risulta privo di altari e arredi liturgici. Sulla parete di sinistra, in una nicchia nella muratura, un affresco quattrocentesco riscoperto una volta eliminato l'intonaco. Martellato in epoca imprecisata per far aderire meglio il nuovo intonaco, rappresenta il fondale di una Crocifissione con la Madonna e San Giovanni, mentre il Cristo crocifisso, probabilmente ligneo, è scomparso. Sulla parete di fondo tracce di affreschi quattrocenteschi. Sulla parete destra: Figure di Santi del XIV sec. di fattura molto modesta e L'Annunciazione quattrocentesca proveniente dalla loggetta esterna del Palazzo.
Al centro della Chiesa il Tabernacolo dei Giustiziati di Benozzo Gozzoli e Giusto D'Andrea.
Una volta usciti dal Palazzo Pretorio, dopo aver ammirato lo splendido scorcio che si apre su via del Rivellino, possiamo vedere la facciata della chiesa di San Tommaso. La struttura muraria delimitata da due lesene laterali è a semplici cortine di laterizi impostata su una base di consunte bozze di arenaria disposte su tre file. L'unico portale ha un architrave costituito da un blocco monolitico in arenaria non in asse col soprastante archivolto in cotto decorato con motivo a zig-zag sull'estradosso. Sopra il portale d'ingresso una monofora con marcata strombatura a gradini con arco che appare a tutto sesto nell'intradosso e lievemente acuto nell'estradosso
sottolineato da un motivo decorativo a lancia. Sopra la monofora compaiono tre incavi atti a contenere ceramiche medioevali e islamiche; uno solo di questi contiene un bacino con motivo geometrico-floreale policromo.
L'uso di porre le ceramiche in facciata è comune a molte Pievi della Valdelsa: S.Miniato, Monterappoli, S.Ippolito a Castelfiorentino e San Jacopo a San Gimignano. Questi bacini provenivano dall'Oriente e circolavano grazie ai traffici sulla via Francigena e alla vicinanza con il porto di Pisa. Sul lato destro della facciata si vedono ancora i resti di un'antica ara sepolcrale, mentre sul lato sinistro si intravede una nicchia occlusa.
La Chiesa è rialzata di sei gradini rispetto al piano stradale. La scalinata di forma tutt'altro che semplice non esisteva originariamente, e si arrivava alla porta grazie ad una rampa che proseguiva fino ad arrivare alla loggia di palazzo Pretorio. Fino alla fine dell'Ottocento la chiesa aveva il suo campanile a vela a destra della facciata.
Dalla chiesa attraverso una porticina ancora visibile si entrava nel Chiostro dei Canonici e nella Canonica stessa. Oltre alla chiesa, anche la canonica dopo la sconsacrazione andò in rovina; infatti del portico, con colonnine quadrate in cotto, sono rimasti solo due lati. Nell'ultima colonna del cortile è scolpita una data: MCCXV, importantissima per la datazione del complesso.
Dalla pittoresca loggia del portico è possibile vedere un'immagine unica della campagna toscana: la valle del torrente Agliena dominata dai Colli di Semifonte e dai Castelli di S. Maria Novella e Lucardo. Il chiostro e la canonica, di proprietà comunale, ospitano oggi un albergo ristorante. Di fronte alla chiesa compare un edificio massiccio, in parte rovinato, che creduto per lungo tempo il campanile, risulta essere la torre gentilizia dei Lucardesi, anch'essa di proprietà comunale.
 

CHURCH OF ST. TOMMASO AND PROSPERO
 
The church of San Tommaso e Prospero was formerly the castle church, from the early thirteenth century, and was dependent on the parish of San Lazzaro at Lucardo, but was later elevated to a prorostry. Towards the mid-sixteenth century, the church had started to fall down because of a landslide towards the valley. This is without doubt the reason for the collapse of the far end of the church, including the apse, which shortened the nave to the point of the triumphal arch. In 1788 the church was abandoned and subsequently rented to a ceramics merchant who used it as a workshop and storeroom. We can see the consequences of this new use on the frescoes which once decorated the walls of the church and are now in large part ruined. In the ninetenth century the church became public property once again, and in the twentieth century the roof and frescoes were restored, as we can see today.
The interior, a single nave structure with timbered ceiling, now has no altars or liturgical furnishings. On the left wall in a niche is a fourteenth century fresco, brought to light when the plaster was removed. Unfortunately visibly damaged by hammer blows, it represents the background of a Crucifixion, with the Virgin Mary and Saint John the Evangelist, but the crucifix itself, probably made of wood, has disappeared.
On the back wall are traces of fifteenth century frescoes, almost completely ruined by now. On the right wall are figures of saints, rather ineptly painted in the sixteenth century, and a fifteenth century Annunciation which was originally on the porch outside the Palace.
In the center of the church is the Tabernacle of the Condemned Prisoners, by Benozzo Gozzoli and Giusto D'Andrea. After coming out of the Palazzo Pretorio and admiring the beautiful view down Via del Rivellino, we can look at the façade of the church of San Tommaso. The walls, outlined by two lateral pilaster strips, are simple plain brick surfaces set on a foundation of worn sandstone blocks laid in three rows. The single portal has an architrave made up of a monolithic sandstone block which is not in the same plane as the archivolt above it, made of brick and decorated with a zig/zag motif on the outer surface of the arch. Above the portal is a simple one-light window, deeply splayed in receding steps, with an arch that appears round on its inner surface and slightly arched on the outer, outlined by a lancet decorative motif. Above the window appear three niches made to hold medieval and Islamic ceramics; only one of these contains a bowl with a polychrome geometric and floral motif.
The custom of placing ceramic objects on the façade is common to many churches in the Elsa valley: San Miniato, Monterappoli, S. Ippolito in Castelfiorentino and San Jacopo in San Gimignano. These bowls came from the East and circulated in this area because of traffic along the Via Francigena and the vicinity of the port of Pisa. On the right side of the façade we can still see the remains of an ancient funerary altar, while on the left side is a closed niche. The church is raised six steps above street level. The steps leading up to it, whose shape is anything but simple, were not there originally, and the faithful reached the door by a ramp that continued all the way to the porch of the Palazzo Pretorio. Until the end of the nineteenth century the church still had its bell tower, to the right of the façade. Through a little door that is still visible, one could go from the church directly into the Canons' Cloister and the canonry itself. Besides the church, the canonry too fell into ruin after the desecration of the church. Only two sides are left of the arcade, with little square brick pillars. A date is carved into the last pillar: MCCXV, i.e., 1215, which is invaluable for dating the complex. From the picturesque loggia of the arcade one sees an unparalleled image of the Tuscan countryside; the valley of the Agliena dominated by the hills of Semifonte and the Castles of Santa Maria Novella and Lucardo.
The cloister and canonry, which now belong to the city administration, house a hotel and restaurant. In front of the church is a massive building, partly in ruins, which was long thought to be the bell tower; it is now known that it was the patrician tower of the Lucardesi. It too belongs to the city.